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Sono una stella

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.
Sono il mare che di notte si infuria,
che mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.
Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.
Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.
 Herman Hesse

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«I laici adulti, che non subiscono ricatti conformisti, che si ribellano e si battono al fianco di cattolici che possono oggi insegnare ai laicisti dell’uniformità che cosa sia davvero la libertà di coscienza, sono
appunto un boccone indigeribile, sono il tormento di chi parla e scrive dai pulpiti del piccolo nichilismo,
della sciatteria e dell’indifferenza travestite da galileismo e da resistenza al potere clericale. Sono in sostanza un embrione, la radice di un nuovo modo di essere liberi dal fanatismo e dal pregiudizio»

Giuliano Ferrara
, Il dissenso laico
 Il Foglio, 4 giugno 2005



L'intelligenza filosofica,la dolcezza e la cultura di Benedetto XXVI mi hanno profondamente colpita:
Sono al suo fianco per le sue battaglie:Non prevalebunt


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10 ottobre 2007

Luigi De Magistris: lettera ai colleghi

Pur con il timore che questo possa scatenare altri sdegni (del tutto infondati), ma con la speranza che possa servire a far riflettere sulla semplicità dei fatti, pubblichiamo una lettera che Luigi De Magistris ha inviato stamani ai colleghi iscritti a tre mailing list alle quali molti di noi partecipano. Sul paradosso della pretesa che magistrati accusati di ogni nefandezza subiscano in silenzio le accuse, abbiamo già scritto in questo blog: ”De Magistris e Forleo: i fatti, semplicemente”.

di Luigi De Magistris
(Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro)

Ho deciso di scrivere questa mail in quanto vi è stata – ieri – la seduta della sezione disciplinare e la prossima udienza è fissata per il 17 dicembre.
Non entro nel merito delle accuse che il Ministro della Giustizia ha promosso nei miei confronti per non violare il dovere di riservatezza che mi sono imposto per il doveroso rispetto verso il C.S.M. e per non essere accusato, poi, di voler intimidire l'organo di auotogoverno della magistratura. Non vorrei, tra l'altro, a breve, trovarmi a dovermi difendere anche dalle contestazioni di associazione sovversiva o quanto meno di cospirazione politica mediante associazione o mediante accordo.
La voglia di parlare l'avrei perché da molti giorni leggo ed ascolto di "nefandezze" di cui mi sarei reso autore, vedo i miei pubblici accusatori (ministri e sottosegretari) ribadire in pubblico le accuse (che reputo totalmente infondate) – senza che mi possa difendere pubblicamente (un po’ come se il P.M. che indaga un soggetto andasse poi in televisione a sostenere che quella persona è delinquente) – di cui mi sarei "macchiato".
Voglio tranquillizzare un po' tutti: sono certo di poter dimostrare la correttezza del mio operato e l'assoluta infondatezza delle accuse rivoltemi dal Ministro. Certo, in questi anni di intensissimo lavoro in Calabria avrò fatto errori, avrò sbagliato, avrò fatto scelte discutibili, avrò parlato troppo, avrò assunto una condotta eversiva dell'ordine costituito, ma per fortuna gli "zelanti" ispettori che, da anni, si occupano, senza sosta, di scandagliare tutto (e solo) il mio Ufficio (dal 1996 ad oggi, forse sarò loro simpatico?) non li hanno ancora trovati: sono fortunato io o non sono bravi loro?!
Certo, se in questi anni non avessi avuto "contro" la dirigenza dell'Ufficio, se non avessi avuto le intimidazioni e le minacce provenienti da più parti (che ho esposto nelle sedi competenti e si tranquillizzino, quindi, coloro i quali sostengono che io abbia fatto denunce pubbliche senza fare nomi e cognomi: difatti, pubblicamente si può esporre la grave situazione, ma le condotte singole vanno segnalate nelle sedi istituzionali), se avessi avuto un po' più di attenzione da chi dovrebbe "tutelare" i colleghi che lavorano in sedi così difficili, se non mi avessero lasciato solo da un punto di vista istituzionale, se mi avessero affiancato colleghi nel lavoro come ho più volte chiesto, forse avrei evitato, quanto meno, di dover segnalare pubblicamente il pericolo incombente per la tenuta dello Stato di diritto, forse non mi sarei esposto all'esterno così tanto e chi mi conosce veramente sa che non gradisco apparire.
A un certo punto, però, ho avvertito che stesse accadendo qualcosa di irreparabile e ho deciso di far comprendere che cosa stesse accadendo, non a Stoccolma, ma in Calabria.
Questa voglia di "rompere" il silenzio, oggi, nelle liste, è, però, dettata dal cuore, dalla volontà di ringraziare tutti i colleghi che mi hanno scritto, anche privatamente, delle parole molto belle. Ho provato delle emozioni enormi e forti, che mi rendono felice e mi appagano di tutte le sofferenze di questi anni. Farei torto a molti se citassi qualcuno, ma mi limito, nel ringraziare tutti quelli che mi hanno dimostrato affetto, a citare il documento della giunta dell'A.N.M. di Napoli, le missive dei colleghi che sono stati miei uditori, le mail di colleghi con i quali abbiamo anche avuto percorsi culturali molto differenti e anche "scontri".
Evidentemente si è compresa la "posta in gioco" e il "mio caso": sì sono divenuto un caso, che strano, e forse si è intuito che, nonostante tutto, non sono poi così "macroscopicamente inadeguato". Credo, infatti, di cercare di esercitare le funzioni con onestà, abnegazione, sacrificio e umiltà avendo nel cuore e nella mente la Costituzione Repubblicana in primo luogo. Incompatibile con un certo ambiente (anche giudiziario) forse sì, ma non con questa terra dalla quale non potrò mai più "staccarmi" atteso l'amore che tantissimi calabresi mi stanno manifestando.

Grazie.Luigi da togheblog
Io trovo l'accanimento con cui certi personaggi si sono affrettati a cercare di fare a pezzi De Magistris, assolutamente fuori luogo e, per qualche soggetto,pure sospetto.Non è di certo delegittimando un magistrato, che quasi  da solo si batte contro certo malaffare anche politico, che si fa il bene del paese e soprattutto si aiuta la gente del Sud che è strozzata impunemente da questa piovra rivoltante.Di fatto ,a leggere sui giornali o ad ascoltare in Tv  tutte le illegalità che si commettono  in queste lande desolate in cui lo STATO non c'è e non vuole esserci per tutelare la legalità, si avverte un senso di irritante impotenza, che spesso viene mascherato da sarcasmo amaro, scambiato dai soliti professionisti dell'indignazione per noncuranza e  incapacità di ribellarsi ad uno stato di cose terribile.De Magistris è da tre anni, se non erro, sotto ispezione e se non ricordo male ,solo da circa 6 mesi è venuto fuori che sta indagando anche Prodi, ergo già precedenti inchieste , lo hanno fatto entrare in rotta di collisione con certo malaffare istituzionalizzato che sta cercando di rendergli la vita difficile in tutti i modi, facendolo , oltretutto ,passare per un incompetente  "ciuccio" (per dirla alla Santoro).La cosa che più mi ha irritato è aver letto che un giudice non deve  cercare visibilità in TV o sulla stampa, non deve giudicare la politica, non deve rilasciare interviste, ma deve parlare solo con le sentenze.Curioso no? Ma come fa un giudice a parlare con le sentenze se gli scippano prima una inchiesta per cui il processo magari non ci sarà mai e figurarsi, allora, se ci sarà una sentenza?Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.E dirò di più, se Falcone avesse avuto meno riserbo, chissà, forse sarebbe ancora vivo a maggior ragione perchè un Leoluca Orlando poteva avere una ribalta televisiva dalla quale sparare a zero contro di lui e contribuire, così, ad emarginarlo mentre lui, per correttezza non voleva replicare.
In Italia esiste l'emergenza giustizia e l'emergenza sicurezza e queste emergenze non si possono affrontare con tutta l'etichetta possibile,come se si ballasse il minuetto a corte.Le testimonianze ad Annozero sono stati forti, potenti, drammatiche contro un malaffare mai scalfito dalla procura di Catanzaro, ora la gente sa cosa accade in certi posti e conosce le pressioni che un giudice cocciuto subisce da chi dovrebbe facilitarne l'operato nell'interesse della gente assediata dal malaffare.Il succo del discorso è tutto qui e siamo contenti che De Magistris sia determinato e convinto di avere la meglio nel suo match con Mastella  al CSM.
Ma davvero per certi politici la gente conta meno di zero?Davvero per certi politici c'è la pretesa dell'impunità o peggio dell'intangibilità da parte di giudici che fanno il loro dovere di onesti inquirenti?E' giusto che  certi giornali abbiano definito PAZZO De Magistris e che l'ineffabile Scotti, ex magistrato di sinistra, abbia di fatto avallato l'affermazione di questi giornali ,contribuendo al terribile isolamento di un magistrato che vuole arrivare alla verità?Perchè per certa gente i possibili rei non sono gli inquisti, ma il vero e certo reo è solo De Magistris?Stando così le cose  siamo con lui, non con chi pretende di dettare regole in modo utilitaristico e strumentale e che usa la gente solo perchè , essa, gli permette di avere potere, ma che  questa gente tratta e schiaccia, come se fosse costituita da servi della gleba, senza diritti, senza dignità. 




 

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