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ogni cosa non è mai come appare
 
 
 
 
           
       

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Sono una stella

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.
Sono il mare che di notte si infuria,
che mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.
Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.
Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.
 Herman Hesse

The WeatherPixie
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«I laici adulti, che non subiscono ricatti conformisti, che si ribellano e si battono al fianco di cattolici che possono oggi insegnare ai laicisti dell’uniformità che cosa sia davvero la libertà di coscienza, sono
appunto un boccone indigeribile, sono il tormento di chi parla e scrive dai pulpiti del piccolo nichilismo,
della sciatteria e dell’indifferenza travestite da galileismo e da resistenza al potere clericale. Sono in sostanza un embrione, la radice di un nuovo modo di essere liberi dal fanatismo e dal pregiudizio»

Giuliano Ferrara
, Il dissenso laico
 Il Foglio, 4 giugno 2005



L'intelligenza filosofica,la dolcezza e la cultura di Benedetto XXVI mi hanno profondamente colpita:
Sono al suo fianco per le sue battaglie:Non prevalebunt


alef sostiene  CADL
LE NOSTRE RADICI SONO CRISTIANE:RICORDIAMOLO






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«L'8 luglio c'erano solo 200 persone in Campidoglio a commemorare le vittime degli attentati di Londra. Il 18 marzo 2004, sempre in Campidoglio, erano ancora meno quelli che parteci- parono alla manifestazione per le vittime della strage di Madrid. Eppure due giorni dopo, il 20 marzo 2004, un milione di persone sfilarono a Roma nel primo anniversario della guerra in Iraq. Finora gli italiani si sono rivelati più sensibili a manifestare contro gli americani che contro il terrorismo». Magdi Allam, Corriere della Sera, 18 luglio 2005.
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26 febbraio 2013

Elezioni politiche 2013:ah questi giaguari...

            http://www.youtube.com/watch?v=nTx5kzIZGq0




permalink | inviato da riflessidiTana il 26/2/2013 alle 20:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

14 luglio 2012

REFERENDUM abrogazione parziale indennità parlamentare. Nessuno dice nulla

C’è un referendum di cui i media non parlano, di cui il mondo politico non parla (e come poteva essere altrimenti), ed è quello dell’abrogazione parziale dell’indennità parlamentare: http://www.unionepopolare.eu/

Un referendum di civiltà, considerando che mentre la maggior parte degli italiani, in questi mesi sta facendo enormi sacrifici, la casta politica è riuscita nell’impresa di non tagliarsi neanche un euro di indennità parlamentare.
E’ una vergogna!!!

Probabilmente in pochi o nessuno sa, che per questo referendum è possibile firmare nel proprio Comune di residenza, ma solo fino al 30 Luglio 2012 (il 31 Luglio le firme dovranno essere consegnate a Roma).
Per adesso sono state raccolte 200 mila firme e considerando che i mezzi d’informazione hanno detto poco o nulla di questo referendum non è poco.
Solo che per essere valido, devono essere raccolte almeno 500 mila firme.
Io credo sia giusto parlarne.

Va anche detto, che il Comitato Promotore non riceve neanche un centesimo di finanziamento pubblico, quindi stanno provvedendo in proprio alle spese della campagna referendaria. Spero che qualche blog, sito web, darà spazio a questa importante iniziativa. Cmq , diffondete a più non posso questa iniziativa, invitando i vostri amici, colleghi a firmare e a far firmare il referendum.

Saluti.
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico-Firenze

LA LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DEL REFERENDUM
Proposta di referendum popolare abrogativo – ai sensi dell’art.75 della <costituzione e in applicazione della legge 25 Maggio 1970, n. 352 sul seguente quesito: Volete voi che sia abrogato l’Art. 2 della legge 31 Ottobre 1965, n. 1261 pubblicata sulla Gazzetta ufficiale 20 Novembre 1965, n.290?

Con l’abrogazione della disposizione di cui all’ 2 della legge 1265, n. 1261, ai Parlamentari non verrà più corrisposta la “diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma”. Resta comunque ferma la corresponsione dell’indennità disciplinata dall’Art 1 della predetta legge.

La scelta di non proporre l’abrogazione dell’art. 1 della legge nasce dall”esigenza di non incorrere nel rischio incostituzionalità del referendum. Va infatti rammentato che l’ art.96 della costituzione recita : “i membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge”.

Ne deriva che l’abrogazione della norma che attua il dettato Costituzionale ( appunto L’art. uno della legge 1265) lascerebbe un vuoto normativo in una materia coperta da disciplina costituzionale.

L’abrogazione dell’ art 2, che prevede l’erogazione di una diaria a titolo di rimborso spese, non mette a rischio la legittimità costituzionale del referendum.

Peraltro va osservato che quest’ultima norma prevede un “rimborso spese” in cifra fissa uguale per tutti e senza l’obbligo di dimostrarne l’effettiva spesa. La stessa cosa prevista per cosiddetti rimborsi elettorali: un vero e proprio ossimoro molto lucroso.

Al di la delle considerazioni politiche e morali a sostegno della proposta, merita di essere preso in considerazione anche il dato del significativo beneficio che deriverebbe alle disastrate casse dello stato.

L’indennità infatti costa ben 48.000 euro all’anno per ciascun parlamentare: quasi un raddoppio dell’indennità di cui all’art.1.Da OliveroBeha.it

E ALLORA PARLIAMONE!!!


14 luglio 2012

La Minetti,Berlusconi,la minestra riscaldata e gli aquiloni..antichi

Sul corsera di oggi, in Politicamente Scorrette è scritto: Non ha avuto propriamente quella che si chiama una buona partenza la ri-ri-candidatura di Silvio Berlusconi. I sondaggi dicono che non tira più di Alfano. E, come se non bastesse, anche Nicole Minetti gli disubbidisce. Tutto ciò gli farà cambiare idea?

In realtà c’è da dire che la ribollita è una buona minestra, ben altro rispetto al bollito
Berlusconi ha capito tardi di aver sbagliato clamorosamente a promuovere alla carriera politica,ben pagate dai fessi contribuenti,le olgettine e affini senza nè arte nè parte, roba che manco il sultano di Vattelapesca avrebbe osato fare.La gente  ne è rimasta un pochino disturbata, eufemisticamente parlando anche perchè il Berlusca si riempiva la bocca della parola meritocrazia...non so se rendo l'idea.

Chi non sapesse chi è Nicole Minetti può leggerne vita e miracoli su questo link di dagospia

Adesso Silvio loro ( non so chi sarebbero al momento tranne Alfano,Cicchitto, la Santadechè  e  affini) cerca di chiudere la porta , dopo che i buoi e le vacche sono scappati, non so se l’elettorato tutto del Pdl avrà buona memoria al momento di votare, io certamente si, io amo l’insalata freschissima ma senza cetrioli e peperoni non la minestra riscaldata magari pure intossicante
Certo che a leggere che la Minetti non si vuol dimettere senza arraffare l’arraffabile viene da ridere a crepapelle per non piangere…sul latte versato da Berlusconi…Sic transit gloria mundi, ma lo si è capito o no?Alla faccia di tutti gli aquiloni che volano solo se c’è vento favorevole…C' è qualcosa di nuovo nell'aria ?No c'è troppo di antico...

I'm here!!!


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permalink | inviato da riflessidiTana il 14/7/2012 alle 12:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

22 dicembre 2011

«Non si fanno più sacrifici»

 

La crisi economica e finanziaria che stiamo attraversando «in ultima analisi si fonda sulla crisi etica che minaccia il Vecchio Continente» ha affermato Benedetto XVI nel discorso di fine d'anno alla Curia Romana Ha aggiunto il Papa nel suo discorso molto lucido: “anche se valori come la solidarietà, l'impegno per gli altri, la responsabilità per i poveri e i sofferenti sono in gran parte indiscussi, manca spesso la forza motivante, capace di indurre il singolo e i grandi gruppi sociali a rinunce e sacrifici.Ai diversi livelli di responsabilità, nelle persone “la volontà che difende l'interesse personale oscura la conoscenza e la conoscenza indebolita non è in grado di rinfrancare la volontà”.
Come non dare ragione al Papa?Siamo in un momento di grande crisi.L’egoismo, il materialismo, la voglia di apparire e mortificare gli altri imperano.Il  concetto per il quale basta essere qualcuno, anche se magari solo un arrogante, stupido ed incapace, figlio di cotanto padre, o amante o parente più o meno stretto del boss , per avere il diritto di ottenere tutto, da tempo ha dettato legge in questo nostro mondo vacuo, di cartapesta, senza etica, profondamente incivile, su cui regna il dio danaro che compra tutto, anche onestà e dignità per non parlare della carne fresca pagata un tot al chilo ( ogni riferimento alle olgettine non è puramente casuale) ma sempre poco, come tutte le cose in svendita di scarso valore.
Sacrifici, il papa parla di sacrifici!
Ma molti dei nostri concittadini, molti dei nostri giovani che si lamentano perché non c’è lavoro facile e ben pagato, sanno cosa vuol dire il termine sacrificio?Tra i tanti significati c’è questo :” Accettare volontariamente privazioni e disagi in vista di un certo obiettivo”, si capisce , allora, come il sacrificio è qualcosa che la società attuale dei consumi aborre, rifuggendo da esso peggio che dalla lebbra
Sento in giro tanta gente lamentarsi della durezza del momento, delle misure anticrisi che porteranno probabilmente ad una riduzione del tenore di vita, almeno fra i soliti noti, i soliti tartassati, eppure non è che si possa fare granchè contro quello che ci sta succedendo.Nè credo che possiamo pretendere dalle formiche tedesche di sacrificarsi per noi cicale improvvide.Io credo che sacrificarsi in qualche modo, che vuol dire anche, per esempio studiare di più per aumentare la professionalità tramite una vera conoscenza, sia qualcosa di buono che può solo fortificare chi ha l’intelligenza di capire certe cose, di non lasciarsi andare, di non accusare gli altri del proprio fallimento, piangendosi addosso e di fatto ricattando il politico di riferimento.Chi si sacrifica diventa sempre più forte di chi non lo fa anche se apparentemente non sembra che le cose stiano così.
Per anni la strategia dei diritti senza doveri, dell'arroganza del tutto e subito ha solo creato debito, incompetenza, assenza di meritocrazia in ogni campo, dall'operaio al megadirigente pubblico o privato .Tutto ciò ha portato il nostro amato paese a livelli da terzo mondo, corruzione compresa,sarebbe importante, invece, reagire alla crisi cercando di migliorare il più possibile, venendo anche incontro ai più deboli, ma quelli veri.Per esempio perchè c'è la delocalizzazione di imprese che peraltro vogliono sgravi fiscali dallo Stato?Perchè certe ditte italiane anche prestigiose si fanno confezionare i capi in Cina o Albania? E' solo perchè se pagano un operaio italiano rischiano il fallimento dato che quello cinese o indiano costa pochissimo?E allora come fa la Germania a vendere benissimo i prodotti delle sue industrie fatti in loco e non in Cina ?Cosa mi sfugge?E' vero o no che è la qualità vera che deve pagare?
Il Papa ha ragione nell’affermare certe cose nel suo discorso alla curia, ma il sacrificio deve essere anche esso etico, il sacrificio deve essere di tutti davvero, in primis lo deve essere di chi campa allegramente sulle spalle dello Stato con truffe di vario tipo ( pensioni di invalidità false, esenzioni ticket per reddito non denunciato, evasione selvaggia delle tasse etc), delle imprese, dei comuni cittadini,politici in primis, dei privilegiati con case a Portofino e soldi in Svizzera o nei paradisi fiscali etc
Mi piacerebbe che in nome della parola sacrificio, sparissero anche i protagonisti attuali del “chiagni e fotti” compresi certi nostri politici impresentabili ( ma li abbiamo votati noi!).Se per esempio le legioni di pensionati di anzianità del Nord, con età media molto bassa, supportati dai campioni dell’egoismo ottuso e cioè i leghisti,avessero accettato di SACRIFICARSI ANCHE PER I PROPRI FIGLI e , quindi, di andare in pensione più tardi qualche tempo fa, forse, tanto per fare un esempio, non saremmo a questo punto e taccio di un mercato del lavoro ingessato e asfittico che penalizza specie quelli che di fatto sacrifici non ne vogliono fare
Ecco questo è un mio pensiero prenatalizio che non vuole essere un anatema contro nessuno, io constato…datemi torto
 


13 febbraio 2011

In mutande ma VIVI e non servi dei poteri forti

 

























Forza Giuliano contro gli ipocriti golpisti pro domo propria


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14 dicembre 2010

E adesso povero Fini !E mica si dimette...

Mah... io non kapisco la gente che non gli piacciono i crauti..bisogna andar molto cauti però, però però...ecco c'è un però : ma Gianbecchino non aveva detto che si sarebbe dimesso se non passava la sfiducia?E invece che fa ?Resta , cavillando su una meschina interpretazione del suo verbo!

E' peggio dell'acaro della polvere che si annida nella sua usurata poltrona su cui ha incollato con il superattack il suo pregiatissimo sedere...Che quacquaracquà il signor Tulliani, non ha nè coraggio nè dignità, ha solo fiele da vendere.Certo che Sartori a NDP di Piroso lo ha pittato alla grandissima anche se nel link che ho messo la parte riferita a Fini è stata tagliata..chissà perchè...Vi dovrete fidare della parola, la mia , non quella di un voltagabbana di professione ...Poveri finiani illusi e adesso?Cosa scriverete sui vostri blog su un povero fallito che non azzecca una mossa che è una?IPSE SARTORI DIXIT...

E a Sartori, sferzante nel suo giudizio (anche se censurato sul sito de la Sette per motivi molto intuibili dato che Fini ERA il cocchino di certa intellighentia pro domo propria), aggiungo le parole di un vero grande , Pascal .

Egli diceva, a ragione, “STUPIDO È COLUI CHE FA L’ALTRUI MALE SENZA RICAVARNE VANTAGGIO”, anzi aggiungo io, facendoci pure la figura del fesso o della Rana di Fedro che si gonfia per apparire più grossa fino a scoppiare..Mi sa che mister Tulliani è stato ispirato dalla ranocchia dalla bocca larghissima, al secolo mister Bocchino che, con quella boccaccia non può dire ciò che vuole, IPSE MOFFA DIXIT!


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20 ottobre 2010

A volte bastano poche righe ...

Dalla posta di dago spia riporto questo post di Sebastiano che in poche righe dice più di tante articolesse di parte di chi si crede più onesto degli onesti..Purtroppo in Italia da tempo imperversano diverse bande di onesti che cercano di educare i pupi a suon di sgub,rivelazioni piccanti, scandaletti pruriginosi, posta del quore e chi più ne ha più ne metta

Scrive Sebastiano:

Una trasmissione in tv,e la Gabanelli non dovrà chedere scusa,prime pagine di giornali sullo stesso argomento,e oggi pag 12 ( e sottolineo 12) del Corriere della sera in cui si legge:La procura di Milano " nessuna ipotesi di reato sulla villa di Antigua" Noto che essere onesti è la virtù degli stronzi.Tutto si addice a un paese che,con i soldi di quelli che non arrivano alla fine del mese,sborsa 250.000 euri per mandare un comico in tv a parlare male di Berlusconi.Sempra Viva l`Italia!
Sebastiano

Già Viva L’Italia , l’Italia che non muore, mortacci sua… Ma che intanto ha deciso che vuole silurare il Berlusca a tutti i costi e mica per mera onestà e mero, merissimo ammore patrio, ammore per un paese che non c’è e per la sua gente che disprezza e vuole solo usare per fini ( anche FINI però)  non proprio nobili…E il paese non c’è perché in troppi tra coloro che ponno, là dove si puote e si vuole,pensano solo a farsi gli affaracci loro sui quali chissà perché nessuno si prende la briga di indagare, eh già indagare qualcuno che non sia Berlusconi, non fa trend, non tira, non riempie i salotti pubblici e privati, non facilita la carriera politica presso i soliti indignati, manettari a comando,vero De Magistris?.E dire che straparlano solo dei conflitti di interesse di Berlusconi come se chessò Monteprezzemolo o lo scarparo della Valle non ne avessero per esempio...Che nausea…

ps: la RAI pare che sia in fallimento..Per forza, pagano fior di milioni di euro a casalinghe improvvisate produttrici,con il solo pregio di essere quasi suocere illustri, a spompate signore in  età avanzata ipersiliconate,  che al più potrebbero fare la pubblicità al botulino e al chirurgo plastico di grido che  fanno da succursale alle sale di attesa del ginecologo, a presunti giornalisti senza nè arte  nè parte , a signorine rampanti che hanno come curriculum solo un piazzamento a miss Italia e via andando...E allora facciamola fallire  la RAI, almeno ci risparmieremo certe trasmissioni che  , lungi da essere servizio pubblico,fanno da megafano solo a certa becera opposizione e ci risparmieremo gli scempi di troppe signore e signorine tutte tette e culi e zero cervello nonchè di certi personaggi maschili improponibili per la loro becera ignoranza e totale insipienza


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8 ottobre 2010

E poi dicono che in Italia non c’è giustizia a comando…

 

E’ da giorni che volevo buttare 2 righe sul mio blog.
Volevo e desideravo farlo per esprimere il mio disagio ed il mio enorme disgusto per certi andazzi, per un modo di fare politica vomitevole ( quello per esempio di Bocchino onnipresente ovunque a raccontare castronerie inconcludenti e faziose), per un modo di fare televisione , pubblica per giunta, bilioso e unilaterale, per un modo di giudicare l’operato del nemico, la destra immonda ,al potere per opera di fessi disonesti,che posso solo definire infame e disgustoso, o meglio scandaloso, per la voglia di seminare zizzania e veleni in tutti i modi, sempre, ovunque e comunque.
Questo stato di cose , in questa Italia dei guelfi e dei ghibellini che danza sul titanic, mi amareggia e mi disgusta profondamente, come mi disgusta constare che in un momento di crisi e di grande difficoltà, non si pensa al bene del paese, ma solo a coltivare il proprio orticello di consensi, a compiacere la propria parrocchietta di clientes, ammantando il proprio egoismo marchettaro di presunti ideali che non esistono e che si sventolano solo ad arte.Della povera gente, dei problemi del paese, della sua crisi di crescita, della mancanza dia aspettative per troppi giovani, non gliene frega nulla a nessuno, certamente non gliene frega nulla ai sepolcri imbiancati del Partito Democratico, ai fighetti pappagallini sparlanti del nuovo partito partorito da un Fini che non ha né l’intelligenza politica di fondare alcunché, né lungimiranza, né capacità, né tampoco l’etica per affermare certe cose.Volevo parlare di questo ecco, di chi usa i voti del suo elettorato per mettere su casini che facciano da cortina fumogena alla propria incapacità, alla propria inutilità, volevo parlare di chi non si vergogna di parlare di giustizia e di comportamenti corretti pur avendo cognati ingombranti e suocere rampanti casalinghe chissà come imprenditrici dello spettacolo, nella TV pubblica, quella che Fini, ironia della sorte vorrebbe depurata dai politici.Da che PULPITO!
Ma poi è successo che il solito PM d’assalto, sì quello di Vallettopoli e dell’inchiesta sfumata nel nulla su Vittorio Emanuele di Savoia , insieme con altri PM, ha di fatto accusato di dossieraggio due giornalisti del Il Giornale facendo intendere che con i loro articoli usciti a comando essi siano dei ricattotori di probi ed intemerati cittadini.Non conosco Sallusti se non per qualche apparizione in TV
( tipo quella famosa dell’elegante Vaffanculo del probo D’Alema) mentre ho ascoltato diverse volte ad Annozero Porro che non mi pare proprio uno che si metta a tramare ricatti nell’ombra.Di lui ho visto su RAI 3 il battibecco con tale Granata, il puro e duro braccio armato del finismo spinto che per l’ennesima volta accusa giornalisti della parte avversa di essere servi del padrone e di fare il lavoro sporco per lui.Granata è uno che è stato fulminato sulla via di Damasco dal manettarismo spinto, che è diventato più fanatico del trebbiatore di Bisacce, un sanculotto che sa solo puntare il dito contro il nemico Berlusconi, ma che non mi risulta abbia mai posto in discussione Fini, neanche dopo che A porta a Porta, è stato affermato che la sua donna, la signorina Tulliani, è stato vista dirigere i lavori nella famosa Casa di Montecarlo, forse proprietà del fratello di lei o di chissà chi molto a lei vicino.E’ il doppiopesismo italico bellezza, dirà qualcuno..E infatti questo ne è un esempio più che fulgido.Hanno fatto fuoco e fiamme, Repubblica, il popolo viola ( che colore sfigato per sfigati cronici!) altri giornali di ben noti padroni in cronico conflitto di interesse,contro la legge bavaglio dell’informazione, e nessuno dice nulla sull’iniziativa del PM dalle tante inchieste deflagrate nel nulla?Possibile che in Italia ci sia tanto odio contro la destra vincente ( già VINCENTE) da accettare tutto anche il bavaglio condito da perquisizioni,alla stampa, libera o meno che sia? E che siamo ai tempi gloriosi della STASI o della Russia durante la guerra fredda?Fortuna che in giro c’è gente come Carlo Vulpio che ha scritto questa lettera a Dagospia che riporto integralmente
A me questa perquisizione disposta dai pm napoletani Piscitelli e Woodcock a casa e negli uffici dei giornalisti Sallusti e Porro non piace per niente. Per due motivi.
Il primo. Cosa vuol dire applicare il reato di "violenza privata in concorso" per un presunto "dossier" o "campagna di stampa" che "il Giornale" si sarebbe apprestato a pubblicare (condizionale futuro)?
Mi sembra tanto uno di quei "pre-reati" di cui si occupano gli investigatori della "pre-crimine" nel film Minority Report, con Tom Cruise. Insomma, un reato che semplicemente non esiste.Senza considerare che, come ricorda il collega Franco Abruzzo, "la Corte di Strasburgo ha imposto l'alt alle perquisizioni nelle redazioni a tutela delle fonti dei giornalisti e i giudici hanno l'obbligo di rispettare le sentenze del Tribunale dei diritti dell'uomo".
Ma - dicono i pm e la " presunta vittima" del reato, Emma Marcegaglia, presidentessa di Confindustria -, la conversazione telefonica intercettata tra Porro e Arpisella (portavoce della Marcegaglia) dimostrerebbe l'intento di "coartare la volontà" della Marcegaglia, per indurla a più miti considerazioni sull'operato del governo guidato da Silvio, fratello di Paolo Berlusconi, editore de "il Giornale".
Anche in questo caso, può esserci d'aiuto un film. "Guardie e ladri", con Totò (il ladro) e Aldo Fabrizi (la guardia). "Vieni qui o ti sparo", dice Fabrizi a Totò. "Non puoi sparare se non per legittima difesa - replica Totò -, e poiché io non offendo..." . E Fabrizi: "Allora io sparo in aria, a scopo intimidatorio". Totò: "E bravo. Io però non mi intimido...".
Ecco, anche a voler tutto concedere, Marcegaglia poteva rispondere come Totò: "Non mi intimido", "la mia volontà non si coarta". Che poi è la predica che vien fatta tutti i giorni agli imprenditori affinché non si pieghino a pagare il pizzo, al punto da minacciare di espellere dagli organismi associativi di categoria quelli che cedono.
Marcegaglia invece era così "coartata" da far chiamare l'altro fratello di Silvio, Fedele Confalonieri, affinché intervenisse sul direttore editoriale Feltri per sistemare un po' le cose: cioè evitare la pubblicazione di articoli che per lei potessero rivelarsi scomodi (chiamateli pure dossier o come vi pare, la sostanza non cambia).
Ma questo, signori miei, si chiama bavaglio alla libertà di stampa. Non ha alcuna importanza chi pubblica una certa notizia, quando la pubblica e per quale altro fine (anche biasimevole) la pubblichi. Ciò che conta è che la notizia (la cui pubblicazione rispetti le norme vigenti, ovvio) sia vera.
Di quali notizie vere potesse aver timore la Marcegaglia, per la propria immagine e per quella del suo gruppo imprenditoriale, ci fornisce un assaggio il bravo Vittorio Malagutti sul "Fatto Quotidiano", ricordando gravi storie di smaltimento di rifiuti e di condanne subìte dagli stretti congiunti della signora Emma. Ma, appunto, si tratta di un assaggio. Un'inchiesta giornalistica (dossier?) un po' più approfondita farebbe capire meglio perché Marcegaglia e gli altri potenti, tutti i potenti, temono la libertà di stampa. Che non esiste allo stato puro e in via assoluta, intendiamoci, ma è tutt'al più una libertà relativa, e purtuttavia, anche se presente in "modiche quantità", è una libertà che spaventa.
Facciamo un esempio che è di stretta attualità, ma che un po' tutti fingono di non vedere e che potrebbe far drizzare le antenne tanto ai "segugi" de "il Giornale" quanto a quelli del FQ (e sempre che Woodcock e Piscitelli non ravvisino anche in questo mio esempio un intento di "coartare").
Marcegaglia sostiene che Nicola Vendola è tra i migliori governatori d'Italia. Domanda del bravo giornalista: perché lo dice? Risposta del bravo direttore: andiamo a vedere, sguinzagliamo un cronista sveglio in giro per la Puglia e forse ne capiremo il motivo: tra inceneritori e contratti ventennali per discariche, alcune delle quali realizzate persino su laghi di acqua potabile che alimentano l'80 per cento della rete idrica salentina (Corigliano d'Otranto) e importanti siti neolitici (Spinazzola), il gruppo Marcegaglia non può che essere riconoscente per i decenni a venire nei confronti di Vendola. Il quale infatti è diventato un "intoccabile" per la stampa e la tv, di destra e di sinistra: nessuno che gli faccia mai una domanda seria che sia una. Non so se i "dossier" de il Giornale avrebbero riguardato (condizionale futuro) queste storie. Se non è così, peccato. Ma si fa sempre in tempo. Se non su "il Giornale", sul FQ, o su qualunque altra testata. Anche su "Chi" e "Novella 2000", perché no? Le shampiste leggono, se incrociano articoli scritti bene.
Veniamo al secondo motivo.
Questa perquisizione e questo "reato" non mi piacciono anche perché avvicina molto Woodcock e Piscitelli a Chieco e Cazzetta, il procuratore e il pm di Matera che nel 2007, assieme al gip Onorati, formularono il seguente fantasmagorico capo di imputazione: "associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa con concorso morale esterno".
Un reato inventato, che non esiste nei codici e che infatti non è mai stato applicato nella storia d'Italia, ma che ha comportato non solo perquisizioni di casa e ufficio, sequestri di pc, cd e documenti di lavoro per nulla segreti, ma che ha consentito - grazie alla contestazione del reato associativo - di mettere sotto controllo i telefoni di quattro giornalisti (tra i quali il sottoscritto) e di un capitano dei carabinieri.
In quella circostanza furono proprio Feltri e Sallusti, che dirigevano Libero, a pubblicare a puntate le nostre intercettazioni (parlo di intercettazioni private, che dovevano essere distrutte perché non costituenti reato, né pertinenti al presunto reato). Non si scandalizzò nessuno. Né Feltri, né Sallusti, né le direzioni e i comitati di redazione del mio o di altri giornali (eppure, era la prima volta che un intero giornale veniva "ufficialmente" intercettato) e nemmeno l'Ordine dei giornalisti e la Federazione della stampa che oggi accennano a una timida reazione. A me, non è restato altro da fare che agire in giudizio contro Libero. Ma proprio per questo oggi difendo Feltri e Sallusti e penso che i pm napoletani sbaglino.
Quale vicenda meglio di questa può dimostrare la necessità che un un principio, se lo si ritiene sacro - e la libertà di stampa lo è -, va difeso sempre? Anche e soprattutto quando riguarda chi ti ha "maltrattato" calpestando ieri i princìpi che invoca per sé oggi?
Dirò di più. Così magari qualcuno può cogliere l'occasione per organizzare un dibattito in tv sull'argomento (magari con noialtri "associati a delinquere", Feltri, Woodcock, Vendola e Marcegaglia).
Per noi, gli "associati delinquere", il termine ultimo per la conclusione delle indagini, prorogato tre volte, è scaduto a gennaio 2009. Ebbene, quando qualche settimana fa abbiamo inoltrato istanza al procuratore generale di Potenza, Lucianetti, affinché ci venisse detto se fossimo da prosciogliere o da rinviare a giudizio, la risposta è stata un'altra perla giuridica.
E' vero - ha risposto il pg - che il termine ultimo per le indagini è scaduto da quasi due anni. Ma le indagini restano aperte perché il "caso è complesso" (una presunta diffamazione!) e, in ogni caso, gli atti compiuti dopo quel termine "sono inutilizzabili". In altre parole, se in tutto questo tempo hanno continuato a "monitorarci" e se verosimilmente continueranno a farlo - per sapere chi siamo e da dove veniamo e con chi parliamo e come la pensiamo e cosa facciamo - non dovremo preoccuparci. Tanto gli atti da gennaio all'infinito sono inutilizzabili.
Eh, no. Non va bene. Urge programma tv che affronti la questione e spieghi al grande pubblico. Mi vanno bene anche Floris e Paragone. O una finestra nel tg di Mentana, a La7. Certo, da Fazio o da Vespa, oppure a Matrix, sarebbe già un altro share. Se proprio insiste, però, sceglierò Santoro.
Avete capito?Figurarsi se il caso Mills lo facevano andare in prescrizione come di fatto E' ANDATO!
E questa non è giustizia a comando?E taccio di chi applica certe formule invece che la legge...già LA LEGGE...E se il Giornale e Sallusti e Porro fossero intercettati solo per beccare in castagna Berlusconi?E si può fare direte?Certo, si può impunemente intercettare il presidente del consiglio e pubblicarne le intercettazioni... è un dovere dato che per definizione è ladro e mafioso..E le prove direte?E che ci vogliono le prove per imbastire processi mediatici e non?E' libertà di stampa questa ficcatevelo in testa berlusconiani del kaiser direbbe Travaglio e la sua corte buona !
E' libertà di stampa questa per certo sinistrume che non ce vo stà e non si rassegna al suo nulla.Per questo Fini ha riacquistato una verginità che non ha, per questo ad Annozero gli fanno interviste cantando IN GINOCCHIO DA TE.Però che Donne , compresa la Marcegaglia che predica in un modo e razzola in un altro, e che Uomini ( si fa per dire..) dabbene abbiamo in Italia, che filantropi DISINTERESSATI!!!!!
E che dire per esempio del Corsera di Monteprezzemolo che sbatte i mostri in prima pagina senza dire nè ai nè bai sulla libertà di stampa?Discesa in campo del Cordero  ci cova per caso?Ah però...





26 settembre 2010

Come Ti demolisco il cognato e ne svelo l'inadeguatezza

 

L’ingordigia e la brama di soldi di un Betto Tulliani qualsieasi ( senza né arte né tampoco parte ab origine) ,convinto che la sorella Betta avesse accalappiato la gallina dalle uova d’oro , hanno demolito la carriera politica del povero Gianfranco Finì, ex delfino rampante, ex futuro presidente del consiglio e forse della Repubblica in pectore (suo) di quella che attualmente è la Repubblica delle banane Italia.Ragionando sull’epilogo , peraltro non ancora annunciato , di questa triste vicenda, si capisce pure perché Berlusconi man mano abbia emarginato il povero Finì.
Da uomo del fare ( e del disfare purtroppo) aveva di certo realizzato da tempo chi fosse il povero Gianfranco e cioè un tipino fino ma non troppo, dalla parola suadente, capace di fare discorsi grondanti retorica ma nei fatti assolutamente inadeguato a ricoprire incarichi di responsabilità istituzionale.Del resto anche in questa terribile vicenda che ha sfiancato gli italiani il povero Finì, ha messo in mostra la sua totale inadeguatezza ed insipienza dato che si è fatto usare da una famiglia che spendendo il suo nome ovunque ha cercato di arricchirsi in tutti i modi calpestando quella morale, quell’etica, che lui ha sbandierato ai 4 venti per cercarsi un posticino al sole e la benevolenza dei professionisti manettari di sinistra.Questi ultimi peraltro, ora tacciono di fronte a certe rivelazioni che solo un pazzo kamikaze attribuirebbe ai servizi segreti.E la pochezza di Fini la si tocca con mano non solo pesando la famiglia che ha fatto sua ( una sorta di clan Bolena in ventitreesimo) ma soprattutto i suoi ascari, Bocchino ( un cognome, una garanzia in un certo senso anche se con quel bocchino non può dire ciò che vuole, stupidamente) in primis .Essi  hanno sempre cercato di buttare benzina sul fuoco con l’aria di essere loro gli umiliati ed offesi, loro i Maria Goretti di una politica che sporca era e sporca rimane.Già, perchè di questa triste vicenda ( abbiamo pena per Fini, non per chi lo ha sfruttato, famiglia e amichetti del quartino..di Montecarlo e non solo) colpisce soprattutto l’iperpresenzialismo di certe mezze tacche , ranocchi dalla bocca larga , che hanno creduto che l’attacco a Fort Apache Berlusconi con tutti i mezzi possibili, mediatici in primis, o peggio il ricatto più meschino,sarebbero state operazioni  vincenti.Purtroppo per loro non sanno comunicare, non capiscono quando è il momento di tacere, soprattutto su argomenti scottanti come quelli dei servizi segreti.E invece Bocchino è andato da Santoro a fare la solita pessima figura di chi sputa nel piatto in cui aveva mangiato benissimo fino a poco tempo prima( peraltro anche su di lui grava un procedimento penale e il PdL lo aveva difeso o sbaglio?) ventilando congiure, dossieraggi, schifezze varie operate dal presidente del Consiglio, facendo il Gioco di Santoro, alzandogli l’audience a gratis e compiacendo tutti i nemici del "nano di Arcore".Ma che Genio che è il ranocchio dalla boccaccia larga Bocchino!
Possibile che Fini abbia scelto un personaggio inadeguato come lui per supportarlo consentendogli di fatto di essere il suo portavoce?Beh se è così, se non sa scegliere neanche i suoi fans , se ha dei parenti che lo spremono come un limone per averne favori ed agevolazioni, se si fa turlupinare dal cognatino Betto che di certo sa chi ha comprato la casa di Montecarlo, se non altro perché nella migliore delle ipotesi ci ha avuto soldi pesanti dalla mediazione, beh come può essere considerato dalla gente un politico capace e dedito SOLO a fare il bene del paese?Questa è la lezione vera che si trae dall’affaire Montecarlo ed è la peggiore lezione per Fini, altro che essere incensurato , altro che non possedere società off shore  etc : l’inadeguatezza al ruolo che vuole sostenere di padre della patria è sotto l’occhio di tutti,nemici ma anche AMICI ( ho detto amici non ASCARI)





da dagospia


24 settembre 2010

E domani Fini dirà il suo verbo in videoconferenza

Così domani verrà presentato Fini per il suo video-intervento: "Ecco a voi il presidente della camera, soggiorno, bagno e cucina"
da dagospia

.Però...e il garage?Certo se lo comprasse ora un garage a Montecarlo gli costerebbe più del prezzo concordato con il c....ops le società off shore per la vendita della proprietà Colleoni.A proposito di colleoni , ma non vi pare che i suoi falchi stiano facendo danni immani anche presenziando ogni TV?Manco Einstein riuscirebbe a dire cose intelligenti ed interessanti 24 ore su 24 in TV figurarsi l'ineffabile  Bocchino.Intanto l'ANSA riporta questa notizia"Il governo di Santa Lucia conferma. La lettera con cui il ministro della giustizia del paradiso fiscale caraibico, Rudolph Francis, spiega al primo ministro King Stephenson che dietro le società off-shore che hanno comprato il famoso appartamento di Montecarlo ci sarebbe Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini".
E adesso?Già ascoltate da Mentana le Elucubrazioni ,con annessi mal di pancia di Bocchino , che con quella faccia un pò così, quell'espressione un pò così che hanno quelli che stanno con Fini ci ha ampiamente stufato( eufemismo), oltre a non convincerci per nulla
Scrive oggi Pansa su Libero L'italiano onesto compra o vende una casa a un soggetto che non si maschera grazie a una società off-shore. Uno schermo situato in qualche paese lontano al solo scopo di sottrarsi al controllo del fisco e, quindi, per non pagare le tasse.A maggior ragione, un partito politico, nell'occasione quello di Alleanza nazionale, non doveva alienare un bene a un'entità che fa del segreto la propria ragion d'essere. Ecco il virus del contratto stipulato dal tesoriere di An a Montecarlo. Il virus, o il verme nella mela, che dentro il fuoco polemico di queste settimane sembra dimenticato, se non addirittura scomparso.

Sino a quando il verme non verrà a galla, e non si capirà chi l'ha generato e perché, è inutile e privo di senso chiedere ai giornali di sospendere l'inchiesta sulla casa di Montecarlo. E non serve a nulla accusarli di far funzionare la macchina del fango, per ordine del Caimano o di qualche potere sconosciuto.

Il fango se lo sono cucinato da soli Fini, il cognato, i loro tifosi, i capi del partitino nato all'insegna di Futuro e libertà. E adesso rischiano di cadere dalla padella nella brace. Un antico proverbio recita: chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Il bravo Beppe D'Avanzo dovrebbe prenderne nota.

T'è capì Bocchino?T'è capì Finì?Non credo: siete talmente pieni di voi e talmente certi che la stampa di sinistra e le Tv di stato e commerciali  vi coccoleranno  pur di dare addosso a Berlusconi che  non avete pesato la gravità dell'accaduto e tuttora difendente l'indifendibile Elisabetto, quello che , a quanto si legge, faceva la cresta ai soldi che Gaucci dava ai tifosi, quello che va in giro in Ferrari  in Mercedes senza targa e che ha potuto pure  far debuttare in TV un suo programma premiato con tanto di mignolo di ascolto.E dire che sarebbe stato tanto facile dire subito come stavano le cose o no? E invece ci tocca  sfrantumarci le scatale ascoltando Bocchino che canta: Santa Lucia, luntano a te , quanta malincunia..si gira o munno sano, se va a cercà furtuna,ma quanno sponta a luna..rossa... luntano a Montecarlo nu se pò staaaaa



 

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